09 Giu Macchine su misura per cartiere indipendenti
Storie aziendali
Qualità, flessibilità, innovazione
di Roberto Carminati
Per una nota produttrice veronese di sistemi e soluzioni destinate all’industria della carta l’appuntamento di ottobre con Miac a Lucca non è il solo da evidenziare sul calendario in questo 2025: oltre a celebrare il 30esimo anniversario ha inaugurato in giugno un nuovo Assembly center.
Con la sua partecipazione all’edizione numero 31 della Mostra internazionale dell’industria cartaria in programma a Lucca la veronese LBZ (www.lbz.srl) si è proposta di dare visibilità non solo alle sue macchine bensì all’intera e articolata filosofia di lavoro. A spiegarlo è stato il contitolare e sales manager Stefano Boccianti che ha fondato l’azienda e l’amministra insieme ai soci Luigi Lavarini e Andrea Zullo.
«Siamo presenti alla manifestazione lucchese», ha detto, «con lo stand C23 presso il Padiglione C e l’intenzione è di introdurre due soluzioni tecniche che incarnano alla perfezione la nostra visione delle macchine su misura per le cartiere indipendenti». Si tratta in primo luogo di una calandra disponibile nelle configurazioni hard o soft nip e che è stata pensata per ottimizzare lo spessore e la qualità superficiale della carta, fondamentale per migliorare la stampabilità e valorizzare al tempo stesso il prodotto finito. E poi di una ribobinatrice ad albero motorizzato, progettata per gestire tagli precisi e bobine strette (da 50 a 60 millimetri) e ritenuta ideale per quanti vogliano fornire tubi di cartone o altri materiali indirizzati ai mercati di nicchia.
«Queste due macchine», ha commentato Boccianti, «rispondono a due tendenze molto chiare: da un lato, la spinta verso prodotti finiti di maggiore valore; e dall’altro, la diversificazione della produzione, al fine di evitare la guerra dei prezzi con i grandi gruppi. Abbiamo scelto di presentarle in fiera perché negli ultimi mesi abbiamo raccolto un crescente interesse da parte di utenti che vogliono distinguersi, internazionalizzarsi, oppure ampliare il loro catalogo di offerta».
LBZ ASSEMBLY CENTER
La precisione è il nostro mestiere
LBZ è stata fondata nel 1995 dal desiderio di tre soci di portare nel mondo della manutenzione cartaria un mix di esperienza tecnica e ambizione imprenditoriale. Fin dall’inizio, il loro obiettivo è stato chiaro: proporre cioè una struttura agile ma in possesso di elevate competenze, in grado di affiancare le cartiere con tempestività e professionalità.
Negli anni l’azienda ha saputo evolversi con costanza: dalla manutenzione si è passati alla progettazione e costruzione di componenti chiave come rulli, tenditori, regolatori, svolgitori, raschiatori e rulli aspiranti, fino ad arrivare alla realizzazione di macchinari completi e impianti speciali.
Dal 2005, con l’insediamento nella sede attuale presso il casello di Verona Nord, è iniziato un percorso continuo di innovazione tecnologica e investimento su macchine utensili ad alta precisione. Oggi LBZ conta 32 dipendenti, una sede di 8.200 metri quadrati dei quali 3.200 coperti e si è affermata sia in Italia sia oltreconfine. Dal territorio italiano trae circa il 70% del fatturato totale annuo; dalle relazioni con l’estero il rimanente 30%. A oggi l’azienda vanta progetti attivi in Europa, Emirati Arabi, Stati Uniti e Centro America.
Il valore aggiunto della flessibilità
LBZ vuole far conoscere a clienti e potenziali tali i propri punti di forza e le proprie caratteristiche distintive. La personalizzazione delle diverse macchine e la contestuale rinuncia ai modelli standardizzati sono l’espressione di un preciso approccio al lavoro e al mercato.
«Crediamo», ha proseguito Boccianti, «che ogni nostro sistema debba nascere dall’ascolto delle reali esigenze degli utilizzatori. Così facendo riusciamo infatti a dare risposta a problematiche specifiche ottimizzando al contempo qualsiasi dettaglio funzionale». Non a caso unitamente al servizio di progettazione tailor-made assicura consulenza a 360 gradi e assistenza continuativa, seguendo i progetti dalle fasi di ideazione e definizione tecnica sino al collaudo e al supporto successivo alla vendita.
«Chi si rivolge a noi», è la considerazione dell’imprenditore scaligero, «ha la certezza di poter contare su un interlocutore tecnologicamente preparato e sempre presente, capace di garantire interventi rapidi e tempestivi».
La versatilità è il valore aggiunto ed è secondo l’intervistato un prezioso elemento differenziante. Mentre una significativa fetta dei competitor scommette sulle produzioni in serie, LBZ preferisce battere un’altra strada e sino a questo momento i risultati sembrano averle dato ragione.
Non solo vendite
«Operiamo come veri e propri partner progettuali», ha sottolineato il sales manager, «e un esempio in tal senso è rappresentato dalla recente realizzazione di una ribobinatrice richiesta da un’impresa che doveva lavorare tipologie molto diverse di carta e necessitava di funzionalità fuori standard. In particolare, ci ha chiesto una funzione insolita ma strategica: la possibilità di far girare la macchina anche al contrario, per poter agevolare il recupero di scarti o difetti presenti nelle bobine. Abbiamo sviluppato una logica di controllo dedicata, modificato la struttura meccanica e risolto un problema operativo specifico che fino ad allora non aveva trovato risposta. Questo è, per noi, il significato di vera personalizzazione: dare soluzioni a esigenze reali, non semplicemente vendere un prodotto».
Non sembra azzardato dire che qui risieda quel classico tocco in più col quale si può ambire a cogliere quelle opportunità che il settore di riferimento ancora offre nonostante le innegabili criticità.
«Senz’altro», ha riflesso Boccianti, «la pressione sui costi dell’energia, delle materie prime e della logistica ha spinto molte aziende verso la razionalizzazione, ma quelle che hanno saputo innovare e differenziarsi sono attualmente anche le più competitive. È inoltre percepibile un intensificarsi della domanda nei comparti del packaging evoluto, del tissue e della carta tecnica».
Dopo 30 anni, LBZ è ancora un’azienda a conduzione familiare, ma con una visione internazionale. Radicata nel territorio, vicina ai clienti, in continua trasformazione. Abbiamo saputo evolverci da realtà specializzata in manutenzione a partner tecnico per progetti complessi, mantenendo sempre un valore centrale: la qualità come responsabilità verso chi ci sceglie
Stefano Boccianti, sales manager e cofondatore, LBZ
La carta che verrà
Altrettanto visibili sono nell’opinione del cofondatore le tendenze che già oggi animano il settore e sono destinate a ispirarlo. La digitalizzazione e l’automazione dei processi sono la chiave di volta per accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi migliorando la qualità. La carta deve sempre più evolvere verso lo status di «materiale di alto profilo» e sotto questo aspetto si prevede un aumento dell’attenzione nei confronti della «nobilitazione grafica e dunque di goffrature, rilievi, trattamenti superficiali».
Come altrove, anche nel cartario il tema caldo è quello della sostenibilità: in un’ottica di circolarità e recupero guadagnano terreno «gli impianti che lavorano carta riciclata o usano materiali eco-compatibili». Né meno rilevante è il trend della modularità in virtù del quale le cartiere cercano «linee flessibili, ampliabili, facilmente riconfigurabili» nel tentativo di ampliare il bacino di utenza servendo più mercati.
«Guardando avanti, crediamo che emergeranno sempre più soluzioni modulari, flessibili e con forte integrazione tra meccanica, elettronica e software. Le cartiere non cercano più solo macchinari: cercano alleati tecnici capaci di accompagnarle nell’adattamento continuo alle sfide di un panorama che cambia».
LBZ stessa sta cambiando parzialmente pelle e a darne testimonianza è il nuovo capannone e centro di assemblaggio (Assembly center) che ha voluto regalarsi, per così dire, per celebrare nel giugno del 2025 i suoi primi tre decenni di attività.
«È stato realizzato in un anno circa», ha ricordato Stefano Boccianti, «rappresenta un salto di scala nella nostra capacità operativa. È stato concepito come uno spazio integrato nel quale gestire in parallelo una molteplicità di lavorazioni quali l’assemblaggio di più impianti complessi e l’effettuazione di cablaggi elettrici, piping, collaudi e test meccanici. Ma serve anche a garantire un superiore controllo sulla qualità, in tempi ridotti e con minori costi di trasporto. Se in precedenza si scontava il limite degli spazi stretti e di una logistica frammentata, ora ogni impianto può essere gestito in modo verticale, con team tecnici dedicati e postazioni attrezzate per ogni fase. Ma non è solo un tema di spazio: il nuovo Assembly center simboleggia una filosofia di lavoro, dove efficienza e qualità si integrano in un processo fluido e tracciabile. È una scelta strategica che guarda al futuro e che nasce da un ascolto attento dei clienti ma il vero capitale di LBZ resta quello umano, le persone che la compongono: tecnici, progettisti, operai, collaboratori che ogni giorno contribuiscono a costruire valore con competenza e passione».